giovedì 22 gennaio 2015

l'archivio di spilamberto 10 - la petizione

Come già noto, un gruppo di cittadini di Spilamberto ha promosso una petizione per chiedere al sindaco di non spostare l’Archivio Storico di Spilamberto dalla sua naturale sede, ovvero il territorio di Spilamberto, ad una sede posta al di fuori del territorio comunale di Spilamberto, nella fattispecie in territorio di Vignola.
La petizione era firmata da 902 cittadini e fu presentata il 29 settembre 2014.
Ora, lo Statuto del Comune prevede che alle petizioni popolari il sindaco debba rispondere entro 60 giorni dalla data di presentazione.
Passati invano i 60 giorni, i promotori mandarono una lettera con la quale segnalavano di non avere avuto la risposta alla petizione.
La spiegazione più plausibile era che si fosse trattato di una dimenticanza, e in questo caso non ci sarebbe stato niente di strano, perché commettere un errore rientra nell’ordine delle cose, nessuno si sarebbe scandalizzato e non c’erano certo gli estremi per farne una questione di Stato: la cosa sarebbe finita lì, magari con le scuse del responsabile della macchina comunale, cioè il sindaco.
Ma non si è trattato di una dimenticanza: il sindaco ha chiarito di non essere tenuto a comunicare nulla in base all’articolo 5 del Regolamento degli Istituti di Partecipazione Comunale.
Tuttavia il suddetto articolo, che riproduco a fondo pagina per agevolare i lettori, riguarda solo le modalità di accertamento della risposta da dare alla petizione, e non esime il sindaco dal dovere di rispondere entro 60 giorni.

E allora c’è da rimanere stupefatti, perché si tratta di un comportamento che, lungi dall’essere sorretto dal rispetto dei regolamenti degli Istituti di democrazia diretta, risulta essere una violazione dei regolamenti medesimi, nonché una mancanza di rispetto per i promotori della petizione.



Nessun commento:

Posta un commento