giovedì 25 giugno 2015

zanzare 22

Privatizzazioni

Erri de Luca ha fatto circolare su facebook l’aforisma riprodotto a lato.
Ora, se uno scrittore così importante confonde la proprietà dell’acqua, che è un bene demaniale indisponibile, con la gestione del servizio di erogazione dell’acqua stessa, forse farebbe bene a continuare a scrivere dei racconti, cosa che gli riesce molto bene.

Come dice un proverbio lombardo: “Ofelè fa el to mesté”.





La pulizia di Marino Ignazio
Gli appalti alle cooperative rosse sono aumentati sensibilmente dopo l’avvento di Marino Ignazio.
Infatti, in un’intercettazione, alcuni trafficanti dicevano che, con Marino sindaco, “se magnamo Roma”.
Poi, nei giorni scorsi, un’altra delle gaffes che hanno reso famoso Marino: il tronco C della metropolitana verrà inaugurato il 29 giugno, ma 29 giugno è anche il nome della famigerata cooperativa che lucrava denaro sui disperati.
Tuttavia, pochi giorni fa, il sottosegretario Del Rio ha detto al sindaco: “continua a fare sempre più pulizia”.
Da ciò si evince che Marino ha fatto pulizia, e siamo d’accordo: ha fatto pulizia del credito residuo di cui godevano lui e il PD.

sabato 20 giugno 2015

unione comuni

Sul Blog dell’Eco del Panaro è stato pubblicato un articolo interessante sullo studio che i Comuni delle terre di Castelli hanno deciso di avviare per valutare una possibile unione fra loro.

Lo propongo ai lettori del blog “L’opinione”


domenica 14 giugno 2015

spilamberto 2015 - la "cura" del territorio 2

Il 25 marzo ho pubblicato il primo post dal titolo “Spilamberto 2015 - La cura del Territorio”, che metteva in evidenza la trascuratezza del nostro paese.
Questo post è solo il secondo, dopo più di due mesi, ma non certo perché sia difficile trovare argomenti.
Il fatto è che, arrivando da Vignola, si nota il mancato sfalcio dell’erba a lato della strada, e si nota molto perché in territorio vignolese non vi è mai erba alta.
Si ha l’impressione di entrare in un paese abbandonato, e anche l’impatto estetico è pessimo, ma in qualche caso l’erba impedisce la visibilità e ciò può provocare incidenti.

Arrivando poi al semaforo adiacente a piazza Sassatelli, i rami consentono di vedere a fatica la colonna semaforica e, quando il semaforo è spento, non si vede il segnale di dare la precedenza, tanto che di sera qualche auto attraversa l’incrocio a velocità sostenuta. Anche in questo caso l’incuria può provocare incidenti.







domenica 7 giugno 2015

una festa mobile

I miei suoceri si sposarono il 2 giugno del 1955.
Era un giorno di festa, la Festa della Repubblica, perché in quella data si era tenuto, nel 1946, il referendum col quale gli italiani preferirono la Repubblica, come forma di Stato, alla Monarchia.
Nel 1980, quando cadde il 25° anniversario del loro matrimonio, il 2 giugno non era più giorno festivo, e la cosa venne sottolineata: “Ci siamo sposati in un giorno di festa e gli anniversari cadono in un giorno feriale!”.
Il 2 giugno appena passato i citati suoceri hanno festeggiato il 60° anniversario nuovamente in un giorno di festa, e ciò mi ha indotto ad alcune riflessioni.
Nel 1976, dopo l’ennesima crisi, venne formato un governo retto da un democristiano, Andreotti, con l’appoggio esterno del PCI di Enrico Berlinguer.
Questo strano governo non brillò certo, e uno dei pochi motivi per cui viene ricordato sta nella soppressione che attuò delle seguenti festività: 6 gennaio Epifania, 19 marzo San Giuseppe, 2 giugno Festa della Repubblica, 29 giugno SS Pietro e Paolo, 4 novembre Festa della Vittoria, Ascensione, Corpus Domini.
Si trattava di un provvedimento che doveva aumentare la produttività delle imprese.
Le feste religiose vennero semplicemente soppresse, mentre il 2 giugno, così come il 4 novembre, venne trasformato in “Festa mobile”, che non ha niente a che vedere con la Parigi del giovane Hemingway, ma significa che viene spostata nella domenica più vicina.
Da questa scelta risulta evidente la condiscendenza del cattolicissimo Andreotti: sopprimendo 5 festività religiose egli placava lo spirito anticlericale del PCI sperando di avere, in cambio, collaborazione.
Tuttavia si rivelò un grossolano errore la soppressione dell’Epifania che, oltre a rappresentare una pagina importate del Nuovo Testamento, costituiva un appuntamento molto radicato nella nostra cultura e nella nostra tradizione.
A certificare che si trattò di un grave errore sta il fatto che, dopo pochi anni, la Festività dell’Epifania dovette essere ripristinata.

Anche l’introduzione delle feste mobili suscitò molte perplessità.
Il 4 novembre era un momento di orgoglio e di coesione nazionale, e vederlo cessare per compiacere l’antimilitarismo del PCI a molti italiani non piacque, ma la trasformazione in “festa mobile” del 2 giugno fu veramente poco comprensibile: si trattava pur sempre della nascita della Repubblica Italiana, e un giorno di festa che lo ricordasse non sembrava affatto eccessivo.
In quegli anni, tuttavia, il PCI considerava la parola “Patria” sorpassata, ed è molto probabile che sia stata di Berlinguer l’idea di sopprimerla.
Ovviamente Andreotti non si oppose: il suo pragmatismo sconfinava spesso nel cinismo e, se aveva tolto l’Epifania, non si sarebbe certo stracciato le vesti per la fine della festa della Repubblica.
Credo però che la scelta di Berlinguer sia stata infelice.
In primo luogo, si trattava del giorno che aveva sancito la fine della dittatura fascista e della Monarchia Sabauda.
Il PCI questo lo sapeva bene, perché i suoi massimi esponenti non perdevano l’occasione di specificare, ad ogni citazione della parola “Repubblica”, “nata dalla Resistenza”, e non facevano mistero della loro avversione per la Dinastia Sabauda.
In secondo luogo, il 2 giugno 1946 rappresenta una pietra miliare nel difficile percorso dell’emancipazione femminile da un ruolo di subalternità: in quel giorno le donne italiane, che la strategia politica del PCI teneva in grande considerazione, ottenevano finalmente il pieno esercizio dei diritti civili.
Infine, la parola “Patria” stava lentamente emergendo dalla palude, la gente cominciava ad apprezzarla, e il capo di un grande partito avrebbe dovuto fiutare questo sentimento.
Conoscendo l’abilità del PCI nel piegare dalla sua parte tutto ciò che può servirgli, riflettevo, tra me e me, che Berlinguer, in quel frangente, commise un errore.

Per la cronaca, la Festa della Repubblica è stata ripristinata nel 2000.