martedì 19 novembre 2013

p 182 il regista occulto

Ricevo dal blog dell'Eco del Panaro una lettura dei recenti fatti di cronaca politica diversa da tutte le altre.
Nonostante lasci un po' perplessi, non è detto che sia un'ipotesi completamente campata in aria.
La propongo volentieri ai lettori del presente blog.


lunedì 18 novembre 2013

zanzare 6




La “mostra-mercato dell’antico e dell’usato” di Spilamberto è una
delle più importanti, si legge sul sito del Comune, perché attira
circa 200 espositori.

Sono d’accordo non tanto per la quantità ma per la qualità.
Infatti una “mostra-mercato dell’antico e dell’usato”, che attira
espositori di antiche idee politiche, non si era mai vista.





Foto scattata in Corso Umberto I il 17 novembre 2013.


p 181 fede e gioia

Tratto dal blog dell'Eco del Panaro

lunedì 11 novembre 2013

meticciato

Riproduciamo un articolo pubblicato oggi sul quotidiano "il Giornale", a firma di Magdi Cristiano Allam, riguardante il meticciato.
Si tratta di un'analisi puntuale della situazione, e l'articolista ritiene che le radici della nostra Cultura non si possano e non si debbano buttare via.
Conosciamo la statura di Allam come giornalista, ma quello che non smette di sorprendere è che sia sua, ovvero di un egiziano di nascita, una delle poche voci che invocano maggiore rispetto per tutto ciò che i nostri antenati ci hanno consegnato.

venerdì 8 novembre 2013

scala di grigi


 La situazione economica in cui versa l’Italia, e non solo l’Italia, è grave.
Da un lato vi sono problemi legati alla situazione generale, come i modelli di assistenza pubblica, che non possono più essere sostenuti con le modalità usate in passato, e l’appartenenza all’Europa, che si sta rivelando un disastro.
Nazioni che hanno la sovranità assoluta sul proprio territorio, ma che non battono moneta perché viene battuta da un’altra parte, costituiscono una situazione paradossale.
Aderendo alla moneta unica, gli italiani hanno visto quasi dimezzato il potere d’acquisto dei loro redditi,  devono svenarsi per mantenere un carrozzone di burosauri capaci solo di sfornare ricette comiche, come il diametro dei piselli, e richiami ai “parametri di Maastricht” che sembrano i dieci comandamenti.
Il risultato è che la Germania di Angela Merkel sta riuscendo, seppur con metodi diversi, in ciò che non riuscì alla Germania di Hitler: assoggettare l’Europa. 
E noi, cosa stiamo facendo per difenderci?
Assolutamente nulla.
Il capo del governo parla sempre e soltanto, ma non decide, o non riesce a decidere, nulla.
E’ sicuramente una brava persona, di buona famiglia, si è laureato alla Normale di Pisa e, prima di parlare, riflette; quando inserisce qualche parolaccia nei suoi discorsi lo fa, dopo attenta riflessione, per dare l’impressione di essere ciò che non è: un “macho”.
Nonostante sia a capo di un governo che si regge malamente, ripete che durerà cinque anni.
Se continua a non fare nulla, è probabile che ci arrivi, con l’aiuto del ministro Alfano, che lo ha soccorso quando la sua fine sembrava segnata.
Anche Alfano è un’ottima persona, si esprime molto bene, si è laureato alla Cattolica e si è trovato ministro giovanissimo, a soli 37 anni, grazie a un leader che ha creduto in lui.
Se continuerà ad aiutare Letta a non fare niente, prendendo le debite distanze da Berlusconi, diventerà l’idolo delle folle rosse, e sostituirà l’ex idolo Fini che, dopo essere stato usato, è stato gettato.
Poi abbiamo un ministro dell’economia che è quasi perfetto: viene da ottima famiglia, è un grande signore, funzionario di banche da quando era ragazzino, e ha pure studiato alla Bocconi.
Non so se ciò, dopo le modeste capacità di governo dimostrate dal bocconiano Monti, sia ancora un titolo di merito, ma questo è il suo curriculum.
Egli ritiene che tutto ciò che gli suggerisce l’Europa vada attuato, e lo dichiara apertamente anche se in contrasto con ciò che ha detto, poco prima, il presidente del consiglio.
Se l’istituto di statistica sforna dei dati che contrastano con ciò che pensa lui, non ha difficoltà ad ammettere che l’istituto di statistica si è sbagliato.
Questi sono i tre uomini di punta, sull’operato dei quali si incardina il nostro futuro, e sono accomunati da una caratteristica: il grigiore.
Non fumano, non bevono, non frequentano “mondane”, non alzano la voce, portano sempre abiti scuri e cravatta. Non hanno mai un guizzo, uno scatto d’orgoglio, un moto spontaneo che potrebbe anche risultare politicamente scorretto, e in questo ricordano vagamente il grande bocconiano, ora pure senatore a vita, il cui eloquio metallico ricordava quello di ET.
Basteranno queste loro tonalità di grigio a farci uscire dalla crisi?
Mah, che Iddio ci protegga!