giovedì 5 febbraio 2015

rottamazioni

Finalmente abbiamo un nuovo Presidente, ed è stata una scelta imprevista perché è emersa una persona poco considerata dai mass-media alla vigilia dell’elezione.
Su questa vicenda occorre fare alcune considerazioni.
La scelta del presidente è stata imposta dal premier non eletto Renzi, che ha così dimostrato di essere un uomo forte politicamente, anche se si è dimostrato molto più abile nel dire che nel fare.
Vedremo poi se questa prova di forza non avrà contraccolpi sulla sua futura azione di governo.
Intanto gli italiani, che già non possono eleggere il proprio presidente, sono stati costretti a lasciarlo eleggere da un parlamento che la corte costituzionale ha dichiarato illegittimo.
Un premier non eletto che impone il nome del presidente a un parlamento illegittimo non è il massimo, ma ormai la pazienza degli italiani sta diventando proverbiale: “lorsignori” hanno deciso così e tanto basta.
D’altra parte, nel Referendum confermativo del giugno 2006 sono stati gli italiani stessi, accogliendo le esortazioni di DS, Margherita, Di Pietro ecc,  a stabilire che la nostra Costituzione andava bene così: non dovevano diminuire i parlamentari, andavano bene due Camere uguali, e via conservando.
Ma ciò che ha più stupito è che un uomo politico che è arrivato alla ribalta parlando di rottamazione, fino a farne la cifra della sua azione politica, proponga e faccia eleggere Presidente della Repubblica un uomo non più giovane, ex notabile della DC il quale, piuttosto che morire insieme al suo partito, ha preferito passare allo schieramento avversario, entrando così a far parte di quella categoria di ex DC chiamati impropriamente, ma non troppo, cattocomunisti.
I giovani non ricordano, probabilmente, che il di lui fratello Piersanti venne assassinato dalla mafia (fu questo traumatico avvenimento che provocò la discesa in politica dell’attuale presidente), e non ricordano nemmeno che il padre dei due citati fratelli era Bernardo Mattarella, classe 1905, notabile DC che per 5 volte fu Ministro.
Bernardo Mattarella fu anche un uomo politico molto chiacchierato.
Gaspare Pisciotta, il luogotenente del bandito Salvatore Giuliano, lo accusò in un’aula di tribunale di essere uno dei mandanti della strage di Portella della Ginestra, ma le sue accuse non vennero provate.
Nel 1965 un sociologo, Dolci, accusò Bernardo e il figlio Piersanti di mafiosità, ma non riuscì a dimostrarlo ed evitò due anni di galera grazie a un’amnistia.
Questo solo per dire che la candidatura scelta da Renzi riguardava una persona la quale, con tutto il rispetto che gli si deve per il difficile ruolo che è chiamato a ricoprire, nonché per la sua proverbiale riservatezza, a tutto può far pensare fuorchè a una ventata di rinnovamento.
Alcuni editorialisti di importanti quotidiani, dopo avere intinto la penna nella saliva, hanno fatto un ritratto idilliaco del presidente, della sua famiglia, della sua sobrietà, della sua bontà, della sua semplicità, della sua normalità.

Anche senza saliva, asteniamoci dal catalogare preventivamente la sua azione politica, e aspettiamolo alla prova dei fatti, la sola che potrà autorizzare critiche al suo operato.

Nella foto il neo Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

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