mercoledì 18 febbraio 2015

1910/2014 - parallelismi

Nel corso di ricerche presso l’Archivio di Spilamberto ho trovato, casualmente, il testo di un’interpellanza che mi ha incuriosito e mi ha indotto ad approfondire per capire di cosa si trattava. 
Ed ecco cosa ho scoperto.

Antefatto
In data 22 luglio 1909, il direttore dell’Archivio di Stato chiedeva al Commissario Prefettizio di Spilamberto di volergli consegnare due lettere con firma autografa di Raimondo Montecuccoli giacenti nell’Archivio di Spilamberto perché così, a suo dire, poteva arricchire il carteggio già esistente all’Archivio di Stato sull’importante figura di Montecuccoli.
Il Commissario rispondeva, in data 28 luglio 1909, che era lieto di donare le suddette lettere, “gelosamente custodite” nell’Archivio di Spilamberto, all’Archivio di Stato.
E così fece senza delibere della Giunta o del Consiglio Comunale.

24 marzo 1910
Viene messa nell’ordine del giorno l’interpellanza del consigliere Ballarini: “Interpellanza Ballarini sui criteri e sulle facoltà del R.° Commissario che ebbe a donare due documenti storici del Comune all’Archivio di Stato”.
Il Sindaco Wagners dice che sta ancora documentandosi e chiede di rinviare la discussione alla successiva sessione, e pertanto la discussione è rinviata.

10 aprile 1910
Nella mattinata del 10 aprile 1910 viene discussa l’interpellanza di Ballarini.
Il sindaco Wagners fa un’esposizione dei fatti chiara ed esauriente sostenendo, in sostanza, che nessuno può sottrarre documenti da un Archivio Storico comunale se non per fondati timori di dispersione.
Poiché tale rischio non c’è, le lettere di Montecuccoli non potevano essere spostate dall’Archivio di Spilamberto.
Poi c’è un punto molto significativo che riprendo integralmente:
Crede il Sindaco che, in linea morale, neppure il Consiglio comunale abbia facoltà di privarsi di documenti di storia o di cronaca locale, tramandatigli dai predecessori”.
Dopo una breve discussione, il Consigliere Ballarini presenta una Mozione, con la quale il Consiglio Comunale “delibera di invocare la restituzione dei documenti suindicati dandone incarico al Sindaco. La mozione viene approvata ad unanimità di voti palesi.

29 maggio 1910
Il sindaco legge ai consiglieri il decreto prefettizio del 17 maggio 1910 che annulla la deliberazione del Consiglio comunale del 10 aprile, poi ribadisce che non vi è nessuna legge che consentisse al R.° Commisario di sottrarre documenti dall’Archivio di Spilamberto.
Il consigliere Ballarini propone al consiglio l’ordine del giorno (riprodotto anche in originale):
Il Consiglio è spiacente che il R.° Commissario abbia privato il Comune di due documenti a firma del Maresciallo Raimondo Montecuccoli, di esclusivo interesse locale, il che può arrecare pregiudizio nella raccolta futura di altri documenti che attualmente trovansi presso privati. Spiacente dell’avvenuto, delega al Sindaco le pratiche necessarie all’immediato ricupero dei due documenti suddetti
Sottoposto a votazione segreta, l’ordine del giorno viene approvato con 12 voti favorevoli e 1 contrario, presenti 13 consiglieri.

21 luglio 1910 - Seduta straordinaria
Il sindaco comunica che i verbali consigliari coi quali viene respinto il reclamo dell’ex R.° Commissario e richiesta la restituzione dei due autografi Montecuccoli, dal medesimo (R° Commissario n.d.r.) donati all’Archivio di Stato, sono stati approvati e che fu già scritto al Direttore dell’Archivio di Modena il quale assicura di avere già chiesto al Ministero l’autorizzazione per la restituzione dei due documenti all’Archivio di Spilamberto.

Questi i fatti.
Ciò che mi ha più colpito, in questa vicenda, è la consapevolezza del Sindaco e dei Consiglieri Comunali di avere, nell’Archivio Storico, un grosso patrimonio da tutelare e da difendere per rispetto della storia della nostra comunità e di coloro che quel patrimonio ci hanno consegnato intatto.
Ovviamente, non ho potuto non fare un parallelo con le vicende degli ultimi mesi che hanno visto il Consiglio comunale deliberare non per difendere due documenti, bensì per privarsi dell’intero Archivio.
Tra questi comportamenti c’è una grande differenza di sensibilità, sia culturale che sociale.
Non so dove si trovino oggi le due lettere oggetto della contesa, ma devo dire che la lettura di quei documenti, dei quali riproduco solo il verbale del 29 maggio 1910, mi ha riempito di ammirazione per i consiglieri del 1910, che si sono spesi per difendere la memoria della Comunità che rappresentavano.
Se poi non ci fossero riusciti, non ha alcuna importanza: hanno combattuto per una buona causa, e tanto basta.








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