mercoledì 6 marzo 2013

post elezioni 2


Eco Passaparola 111

 

Passaparola. Supplemento all’Eco del Panaro del  4 marzo 2013. Aut. Trib. MO.



AVEVA RAGIONE
GRILLO
Qualche mese prima delle elezioni, quando anche lui pensava di raggiungere un risultato non superiore al 15 %, era chiaro che Grillo poneva il suo movimento come una forza destinata a controllare i nuovi governanti nella sede parlamentare. Non si era mai posto il problema di dovere, con i suoi eletti, partecipare alla gestione dello Stato. E, di conseguenza, non aveva fatto nulla per prepararli a questo compito: aveva continuato con i suoi “vaffa” ed altre colo-rite espressioni, condite di proposte mirabolanti, capaci solo di attirare il voto di tutti gli scontenti.
Mentre il “cerino” è rimasto in mano a Bersani, anche se per pochi voti, in mano a Grillo è rimasto un “cerone”, che non sa neppure lui come gestire: come numero di voti ottenuti è il primo partito del Paese!
Aveva ragione prima, ma ha anche ragione adesso, che si trova con in mano un’ARMATA BRANCALEONE certamente ingestibile.
Chi invece non ha capito niente (o meglio fa il furbo per non soccombere), è Bersani che insiste per una improbabile alleanza con uno che è spaventato del successo ottenuto e che, in cuor suo, non si era nemmeno augurato di ottenere.
Ecco perché un Governo, tipo la “große Koalition” della Merkel di alcuni anni fa, è l’unica soluzione possibile.
Nel Passaparola 110 ho sposato una soluzione ragionevole: PD e PDL con un governo a tempo per fare le riforma e uscire dall’empasse economico, Monti alla Presidenza della Repubblica, e i Grillini a fare la guardia e a imparare il mestiere.
Non avevo preso in considerazione una diversa soluzione per la Presidenza della Repubblica, in quanto non avevo un altro nome sottomano, ma anche per compiacere un po’ all’Europa e per “togliersi dai piedi” alcuni centristi, che hanno già fatto il loro tempo. Monti sul Colle potrebbe conferire all’Italia quel prestigio di cui ha bisogno, senza essere nella possibilità di fare danni, come ha fatto in politica.
Dunque, Grillo non può fare altro che starsene all’opposizione, a fare quello che avrebbe fatto se avesse raggiunto una quota del 15 % e gli appelli della “sirena” Bersani sono inutili, ma anche dannosi al vero rinnovamento della politica italiana. Lasciamoli fare i “cani da guardia” e facciamo vedere agli italiani che abbiamo imparato la lezione!
A questo punto azzardo la richiesta di un gesto, che potrebbe aiutare a superare l’empasse nel quale siamo bloccati. Come un aereo, che va in stallo, può risolvere la sua situazione buttandosi in picchiata, anche i partiti tradizionali ( PD e PDL), che debbono scrollarsi dalle ali tanta “pupu”, possono salvarsi e salvare l’Italia da un immancabile disastro, quello di altre elezioni.
Il ritorno alle urne oggi è improponibile perché:
  • Abbiamo una legge elettorale sbagliata.
  • Resta l’incognita Grillo, anche sono del parere che perderebbe una parte del voto di protesta.
  • Si dovrebbero “forzare” le regole della Costituzione: vedi voto di fiducia.
  • Non si può tornare alle urne senza dimo-strare di aver capito la lezione ……
Ambedue i partiti dovrebbero rinunciare ai Capi delle Coalizioni che sono arrivate a un risultato di quasi parità, e mettere nel “Governo a Tempo” o personaggi da utilizzare per l’ultima volta o giovani che hanno la volontà di cambiare, in meglio, la brutta situazione nella quale ci siamo cacciati.
Un appello a Bersani:
Caro Pier Luigi. Lo sappiamo bene che tu tendi  a salvaguardare la consistenza elettorale del tuo partito, aspirazione legittima, ma devi correre il rischio per il bene dell’Italia. Puoi restare a capo del PD e se terrai conto delle idee di rinnova-mento espresse da Matteo Renzi, anche senza coinvolgerlo subito nella politica nazionale, potrai portare il partito al livello di tanti altri partiti socialdemocratici europei. Anche se qualcuno si definisce solo socialista,  o non viene direttamente dal Comunismo o lo ha da tempo rinnegato.”
                                                                                                   Pier Luigi Garagnani

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